Caro Direttore:
Troppo spesso la vera informazione medica e scientifica, basata su dati solidi
e inconfutabili, non viene trattata con la dovuta attenzione, e troppo
spesso dilagano notizie che infondono nei malati false speranze (si
pensi al caso Stamina) o che seminano paure e preoccupazioni. I problemi
sanitari legati al calo delle vaccinazioni sono ben noti a tutti, così
come è ben noto che uno dei principali responsabili delle fake news che
girano intorno al vaccino per il morbillo sia l’ex medico inglese Andrew
Wakefield. La viralità delle false informazioni ha quindi avuto come
risultato, in Italia, la rapida espansione dell’epidemia di morbillo,
con oltre 5.100 casi in poco più di un anno e 6 decessi. Questi numeri
non ci aiutano a proteggere le persone più deboli, quelle che per motivi
legati alla presenza di una immunodeficienza (sia primitiva, sia
insorta durante una terapia antitumorale) non possono essere vaccinati.