La
risposta a cui ci riferiamo è questa:
Lettera aperta di due giovani Asperger a Beppe Grillo.
Gentile Sig. Grillo,
Siamo Andrea e Marta, amministratori della pagina Istituto di
Provvidenza Grammaticale. Siamo due ragazzi laureati, ventenni,
lavoratori. E Asperger. Date le sue dichiarazioni, riteniamo necessarie
alcune puntualizzazioni, forse proprio in virtù della condizione che
viviamo quotidianamente e che lei, ieri, ha avuto modo di denigrare in
pubblica piazza, fra le risate dei suoi... supporter (?). Cominciamo.
La sindrome di Asperger non è una "malattia nevrotica"; in effetti,
alcuni ricercatori sostengono che tale sindrome si configuri solo come
uno stile cognitivo differente dalla media della popolazione.
"L'autismo non lo riconosci". È vero, i casi in cui l'autismo non è
riconoscibile, però, sono determinati dal fatto che il soggetto
autistico è riuscito, a costo di un grande sforzo, a sviluppare delle
strategie di adattamento ad un comportamento neurotipico, che ad oggi
risulta essere maggioritario. Il costo di tale adattamento è a lei
sconosciuto... e come risulta evidente dalle sue dichiarazioni, non
avverte l'urgenza di comprenderlo.
"L'autismo è la malattia del
secolo". Le sfugge una differenza fondamentale fra "epistemologia" e
"ontologia". Il fatto che la sindrome di Asperger sia stata identificata
recentemente non significa che prima questa non esistesse. Sono
concetti difficili, ce ne rendiamo conto. Confidiamo nel fatto che uno
dei suoi filosofi Asperger possa agevolmente spiegarle questa
differenza.
"Per esempio è la sindrome di Asperger" non si dice, è grammaticalmente scorretto. "C'è pieno di questi filosofi" anche.
"...non capiscono che l'altro non sta capendo". Indubbiamente, alcuni
Asperger possono riscontrare delle difficoltà nella comprensione
dell'altro. Sfortunatamente, noi due l'abbiamo compresa molto bene. Come
l'esempio dimostra, a volte comprendere il prossimo non è affatto
qualcosa di positivo. Tuttavia, come la nostra pagina dimostra, a volte
gli autistici sanno farsi comprendere e sanno anche far divertire.
Talvolta meglio di alcuni comici.
"...fanno esempi che non
c'entrano un ca**o con quello che sta dicendo". La invitiamo a non
generalizzare; se ha riscontrato qualche problema nella comprensione dei
quesiti posti nella rivista "Settimana Enigmistica", questo non vuole
necessariamente dire che essi siano sbagliati o fuori luogo. Come
l'esempio suggerisce, talvolta la mancata comprensione non è dovuta a
carenze espressive del nostro interlocutore, ma ad una nostra carenza
cognitiva.
"...hanno quel tono sempre uguale". Io (Andrea)
studio doppiaggio. Sono discretamente bravo e spero di intraprendere
questa carriera in un futuro. Ritengo addirittura che la mia capacità
espressiva sia direttamente legata alla mia forma d'autismo. Come questo
caso può dimostrarle, generalizzare è sempre sbagliato.
Ad ogni
modo, nonostante alcuni Asperger abbiano problemi in tal senso, non
vediamo l'aspetto comico di tutto ciò. Riteniamo preferibile un tono
monocorde al fatto di urlare e sudare come maiali durante l'esercizio
della propria professione.
In ultima istanza, ci siamo sentiti
profondamente offesi da quanto lei ha dichiarato. C'è una sostanziale
differenza fra noi e lei. Noi abbiamo affinato, con grande impegno, le
nostre capacità di interazione con gli altri. Siamo perfettibili e,
aggirati gli ostacoli che caratterizzano la nostra condizione, non
restano che aspetti indubbiamente positivi.
Lei no, non è perfettibile.
Andrea e Marta
Amministratori IPG